Movimenti

Difendiamo il mercatino etnico di Salerno! [FOTO]

Nella giornata di ieri, di fronte agli occhi attoniti di tanti salernitani, le due maggiori comunità di immigrati presenti in città hanno unito le proprie forze per rendersi protagoniste di una grande prova organizzativa manifestando il proprio dissenso verso l’amministrazione comunale salernitana contro lo sgombero del mercatino etnico.

Un corteo di centinaia di lavoratori senegalesi e bengalesi, partendo dalla stazione centrale, ha fatto rotta verso la Casa Comunale salernitana per esprimere la propria disapprovazione sulle decisioni prese dall’amministrazione, una su tutte lo sgombero forzato da Piazza della Concordia, sede dello storico mercato. L’amministrazione aveva provveduto nelle scorse settimane a fornire delle soluzioni alquanto vaghe, come il trasferimento nel Piazzale Salerno Capitale, proposta poi ritirata dalla stessa amministrazione per ragioni che, almeno pubblicamente, ancora non ci è dato sapere.

Le comunità hanno sottolineato la mancanza di una presa in considerazione del proprio pensiero, sentendosi esclusi pregiudizialmente da qualsiasi decisione che riguardi le loro vite e le loro condizioni di lavoro. Per questo motivo, una volta accolti nelle sale del Comune, hanno invitato l’amministrazione ad imbastire un tavolo di discussione per risolvere l’intricata questione. Essendo stati allontanati i manifestanti dal Comune poichè l’amministrazione non riteneva che le comunità avessero da proporre una “valida soluzione” al problema, il corteo è sceso con determinazione su Via Roma bloccando il traffico cittadino. Dopo alcuni momenti di tensione con la polizia, una delegazione del corteo ha raggiunto la Prefettura dove si è ottenuto un tavolo di trattativa che dalla prossima settimana vedrà impegnati i rappresentanti delle comunità immigrate e delle istituzioni salernitane.

L’importante mobilitazione che, con il corteo di ieri ha visto impegnati in una battaglia per il lavoro e per una reale integrazione sociale centinaia di immigrati e di solidali provenienti da Salerno e provincia, ci consegna un focolaio di resistenza da non sottovalutare.

Da una realtà di lotta come la nostra, dilaniata dagli ultimi decenni di “deluchismo”, stilisticamente avvezzo a “sceriffate”, in cui retate e “tirate d’orecchio” ai venditori ambulanti sono all’ordine del giorno, viene un corteo partecipato, determinato, radicale nelle proprie richieste di integrazione e uguaglianza sociale. Gli slogan con cui si chiedono lavoro e dignità sono lo specchio di una condizione che, in questo momento storico, non può che farci sentire estremamente vicini ai lavoratori e alle lavoratrici del mercatino etnico.

Le difficoltà nel riuscire a guadagnare il minimo indispensabile per vivere sono, purtroppo, enormi e sempre più diffuse tra le classi sociali più deboli del nostro paese. Il riconoscimento, per questo, nelle necessità che provano a far emergere le famiglie senegalesi e bengalesi scese in piazza, è inevitabile. Tutti abbiamo il diritto a vivere dignitosamente e non possiamo non cogliere questa occasione per mettere in moto forme di cooperazione nella lotta che possano aiutarci a comprendere che, nonostante tutto, non siamo soli.

Mai come in questo momento storico costruire solidarietà di classe e stringere legami di sostegno reciproco è necessario contro chi prova a dividerci creando un clima di odio fondato su repressione e retate di immigrati, a Roma come a Milano o a Salerno, sfruttando la nuova spada di Damocle del decreto Minniti che pende sulla testa di chiunque minacci il “decoro urbano” o sia considerato un pericolo per l’ “ordine pubblico”.

Difendiamo il diritto alla vita, il diritto al lavoro!

Al fianco dei venditori ambulanti del mercatino etnico! La lotta continua!

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